Sophos Firewall Config Studio 2.6: migrazione integrata
Quando tempo fa avevamo scritto del SonicWall Migration Tool e in seguito del Fortinet Migration Tool, si trattava ancora di due strumenti separati, entrambi limitati dal Partner Portal: un file OVA da 2,5 GB per SonicWall, un Migration Assistant a sé stante per Fortinet. Con Sophos Firewall Config Studio e in particolare con l’attuale versione 2.6, la situazione è cambiata radicalmente: la funzione di migrazione è ora integrata direttamente nello strumento, senza download separato e senza sblocco tramite Partner Portal.
Per noi questo significa concretamente che i due vecchi articoli sui tool di migrazione dedicati non sono più il miglior punto di partenza rispetto allo stato attuale. Chi oggi vuole migrare da Fortinet o SonicWall a Sophos Firewall dovrebbe iniziare prima di tutto da Config Studio.
Cosa è cambiato
Sophos lo descrive così nelle proprie news per i partner: Config Studio “now includes the migration assistants previously gated behind the Partner Portal”. Questa è la frase decisiva. Ciò che prima era un download a sé stante con un proprio processo di sblocco, è ora una semplice voce di menu in uno strumento già utilizzato per confronti e revisioni delle configurazioni.
Config Studio supporta l’importazione di configurazioni da:
- Sophos UTM
- Fortinet (FortiGate)
- SonicWall
- Palo Alto Networks
A essere migrati sono i soliti elementi: oggetti di rete, regole firewall, regole NAT, rotte statiche e altri elementi di configurazione di base. Ciò che continua a non essere ripreso automaticamente è sostanzialmente identico a quanto già i vecchi strumenti singoli non migravano: utenti, gruppi, metodi di autenticazione, configurazioni VPN, routing dinamico, impostazioni di amministrazione, WLAN, certificati e password. Chi si aspetta qui una ripresa completa e automatica resterà ancora deluso: non era mai questa la promessa, né con il vecchio Migration Assistant né ora con Config Studio.
Una novità, però, è che Config Studio fornisce dopo l’importazione una panoramica chiara di ciò che è stato migrato con successo e di ciò che deve essere ripreso manualmente. Questo sostituisce il precedente rompicapo di capire quale regola sia stata effettivamente importata in modo pulito e quale invece vada ricostruita a mano.
Cos’altro porta Config Studio 2.6
Oltre all’integrazione della migrazione, la versione 2.6 introduce alcuni miglioramenti di dettaglio che rendono più piacevole l’uso quotidiano dello strumento:
- Unione di modelli di configurazione: le configurazioni di base possono essere combinate con template specifici per settore, ad esempio per istruzione, retail o manifatturiero. Per una nuova implementazione è un punto di partenza sensato, invece di una configurazione completamente vuota.
- Ricerca globale estesa: gli oggetti di configurazione possono essere trovati con un clic direttamente nella regola o nella policy corrispondente, invece di dover navigare manualmente tra menu annidati.
- Configuration Report migliorati: i valori degli oggetti referenziati vengono ora mostrati direttamente nelle regole firewall, NAT e TLS, non solo come nome privo di contesto.
- Confronto simultaneo di più file di configurazione: un diff che copre più momenti nel tempo, non solo tra due stati. Utile quando si vuole capire esattamente quando è cambiata una regola.
- Compatibilità di backup e restore e riferimento ai moduli Flexi: strumenti di verifica per la compatibilità hardware e l’occupazione delle porte, prima di ripristinare un backup su un altro hardware.
- Dark mode: non è una funzionalità in senso stretto, ma durante revisioni di configurazione che durano ore non è certo l’aggiunta peggiore.
Cosa significa questo per i vecchi articoli sui tool di migrazione
L’articolo su SonicWall e l’articolo su Fortinet restano online, perché le considerazioni di fondo sulla pianificazione della migrazione, sugli elementi di configurazione non ripresi e sull’approccio alla fase di rilavorazione restano tuttora valide. Il percorso tecnico per arrivarci, però, è cambiato: invece di scaricare un OVA separato o richiedere un Migration Assistant limitato, oggi Config Studio è il punto di partenza corretto per tutte e quattro le piattaforme di origine supportate.
Per l’uso pratico di Config Studio, incluso Configuration Report, Configuration Compare e Configuration Editor, l’articolo della KB di riferimento resta Utilizzare Sophos Firewall Config Studio.
Strumento veloce, firewall lento
Una cosa che mi colpisce nel ritmo degli aggiornamenti: Config Studio si sta evolvendo in modo notevolmente rapido fin dal lancio, da V2 a 2.5 e ora a 2.6, con workflow moderni come il diff multi-file, il merge dei template e la dark mode. Sembra quasi che qui si lavori con metodi di sviluppo moderni assistiti dall’IA, nel senso del “vibe coding”, dove uno strumento snello itera velocemente e il feedback viene incorporato subito. Un bene per Config Studio, ma un po’ un peccato per il firewall stesso: l’interfaccia WebAdmin di Sophos Firewall si muove, al confronto, con passi molto più piccoli. Il clonaggio e il raggruppamento delle regole NAT è da anni nella lista dei desideri di molti amministratori, manca ancora un design responsive davvero curato, e la GUI resta piuttosto lenta che fluida, specialmente con set di regole di grandi dimensioni.
Ne nasce l’impressione che oggi sia più semplice continuare a sviluppare uno strumento parallelo snello e nuovo piuttosto che affrontare il WebAdmin stesso, cresciuto nel corso degli anni. È comprensibile dal punto di vista dello sviluppo: rielaborare un sistema maturo è molto più oneroso che costruire un nuovo strumento da zero. Ma dal punto di vista dell’amministratore resta la speranza che parte di questa velocità di innovazione arrivi prima o poi anche nella GUI del firewall stesso, e non solo negli strumenti che le ruotano attorno.
Conclusione
Il fatto che Sophos abbia spostato la funzione di migrazione da strumenti separati e limitati dal Partner Portal a uno strumento centrale e liberamente accessibile è una scelta coerente. Chi oggi pianifica una migrazione da Fortinet, SonicWall, Palo Alto o UTM a Sophos Firewall non dovrebbe più cercare un tool di migrazione dedicato, ma iniziare direttamente con Config Studio. I limiti restano gli stessi di prima: una migrazione automatizzata non sostituisce una verifica accurata, in particolare per VPN, autenticazione e impostazioni di amministrazione. Ma il percorso per arrivarci è ora più breve e accessibile a ogni partner senza ulteriori processi di sblocco.
I nostri tecnici sono lieti di supportare qualsiasi migrazione a Sophos Firewall, comprese le rilavorazioni che nessuno strumento esegue automaticamente. Contatto
