Sophos SIEM: collegare Azure Event Hubs e log Blob
Sophos Next-Gen SIEM acquisisce sorgenti personalizzate tramite Azure Event Hubs o Azure Storage Account. Event Hubs fornisce un flusso; con Storage una Azure Function fornita legge i file dal percorso Blob e li inoltra. I due setup non sono intercambiabili.
Entrambi richiedono subscription Next-Gen SIEM, subscription Azure attiva e diritti necessari in Sophos Fusion/Azure. La sorgente preparata deve scrivere davvero i log nell’hub/container. Per l’integrazione generale servono diritti Admin/Super Admin adeguati; limitare i diritti Azure alle risorse e al deployment autorizzati.
La panoramica dei trasporti aiuta a scegliere. Non è un syslog collector su Azure né sostituisce automaticamente un’integrazione cloud o Microsoft 365 esistente.
Event Hubs: prerequisiti e accesso
Sono supportati Standard, Premium, Dedicated, non Basic. La guida Sophos attuale richiede un hub raggiungibile da Internet e cita tutti gli indirizzi IPv4. È un requisito architetturale rilevante per la sicurezza, non un invito generale a esporre hub privati. Se contrasta con le regole di rete, chiarire con responsabili e Sophos prima di cambiare il firewall.
Le categorie scelte devono già arrivare all’hub, ad esempio tramite diagnostica Azure Monitor. La sorgente determina i dati forniti; la connessione non abilita retroattivamente tutti gli audit.
- In Azure aprire il Event Hubs namespace previsto e annotare Host name in Overview.
- In Entities > Event Hubs aprire l’hub corretto e annotare Name, distinguendolo dal namespace.
- Nell’hub aprire Settings > Shared access policies > Add e creare una policy dedicata.
- Scegliere Listen. Il percorso di lettura non richiede ulteriori diritti di invio o gestione.
- Aprire la policy e custodire Primary Connection String. Contiene un segreto; namespace, nome policy ed eventuale EntityPath devono corrispondere all’hub voluto.
Non copiare la stringa reale in ticket o KB. Documentare responsabile e rotazione supportata da Azure.
Collegare Event Hubs in Sophos Fusion
- Aprire Security Operations > Integrations > Marketplace > Custom.
- In Azure Event Hubs scegliere Set Up e un nome univoco in Add an integration.
- Compilare Event Hubs Namespace Hostname, Event Hubs Name, Event Hubs Primary Connection String con i valori verificati.
- Creare con Done e controllare Configured integrations.
- Seguire un nuovo evento autorizzato fino all’hub e a Sophos: sorgente, tenant, ora e campi devono corrispondere.
Il consumer Sophos usa dinamicamente le partizioni disponibili fino a 200 partizioni, senza garanzia di throughput. Il gestore dimensiona l’hub. ServerBusyException in API Query Log può indicare un limite. Prima di aggiungere partizioni o consumer, verificare volume e capacità Azure; per aumentare i consumer paralleli Sophos rimanda al supporto. Ricreare ripetutamente l’integrazione non risolve la capacità.
Storage: percorso Blob e piano Function
Occorrono Storage Account, Blob Container con i log e piano Azure Function supportato. Isolated non è supportato. Sono documentati:
- Basic:
B1,B2,B3. - Dynamic:
Y1. - Premium:
P0V3,P1MV3,P1V2,P1V3,P2MV3,P2V2,P2V3,P3MV3,P3V2,P3V3,P4MV3,P5MV3.
Elenco del 5 ottobre 2026: prima del deployment verificare piano offerto, regione, capacità e costi Azure. Il tier Event Hubs non determina il piano Function.
Data Source Key indica la cartella dove nascono i file nel container. Per MicrosoftInsights/2024-02-03/02hr/part=01/00004.json, Sophos mostra MicrosoftInsights. Usare il proprio prefisso, non ciecamente l’esempio o il nome completo del file. Un prefisso errato può escludere file utili o acquisire altri dati.
Distribuire Storage e Azure Function
- Individuare account, container, prefisso e piano nel giusto account Azure. Provare prima l’esistenza di un oggetto di test recente nel percorso previsto.
- In Sophos aprire Security Operations > Integrations > Marketplace > Custom, quindi Set Up sotto Azure Storage Accounts.
- Inserire nome integrazione, Storage Account Name, Function App Name, Data Source Key. Il nome descrive lo scopo, ad esempio
ApplicazioneLogsForwarder, senza sostituire la verifica delle risorse effettive. - Scegliere Azure Function Service Plan Type, Azure Function Service Plan Code, Azure Function Service Plan Num Workers. Default documentato 1, massimo 3 per Basic B2/B3. Aggiungere worker non è una riparazione universale.
- Con Done generare AzureFunction.json, scaricato automaticamente. Proteggerlo e verificare risorse, permessi e costi prima di eseguirlo.
- In Azure aprire il deployment di un template proprio, scegliere Build your own template in the editor, caricare AzureFunction.json, poi Save.
- Selezionare/creare la Resource Group. Storage può stare in subscription o gruppo diversi dalla Function; modificare Storage Account Subscription ID e Storage Account Resource Group solo secondo tale differenza reale.
- Verificare con Review + Create, poi Create dopo approvazione interna. Controllare deployment, Function creata e integrazione Sophos.
La sorgente deve continuare a scrivere nel container corretto. ARM riuscito non prova né tale percorso né inoltro. Non presumere ingestione retroattiva completa dei vecchi file: confermare separatamente lo storico voluto.
Validare il flusso e isolare gli errori
Sophos elenca Azure Commercial Cloud e gli ambienti documentati US Government/DoD/GCC/GCC-High. Non significa disponibilità automatica in ogni tenant/regione; verificare ambiente ed endpoint prima del deployment.
Documentare un nuovo evento innocuo per ciascun trasporto. Per Event Hubs controllare sorgente, stream, policy Listen e connessione; per Storage prima percorso Blob, poi deployment/errori Function. Solo dopo confrontare stato integrazione e ricerca confermata per la sorgente in Sophos.
I tipi supportati seguono la propria normalizzazione, altri possono arrivare in generic. La guida SIEM a parser e limiti di rilevamento spiega i controlli ulteriori. Verde, file o contatore Event Hubs non provano normalizzazione completa o detection. Se mancano solo alcuni eventi, esaminare categorie, tempi e campi prima di ampliare le credenziali.
Pianificare pausa e rimozione
Documentare le sorgenti che condividono hub, container, policy o Function. Fermare l’export con il metodo specifico supportato e verificarne l’esito. Non cancellare hub o Storage Account condivisi per ottenere una pausa.
Chiariti storico, prove, dipendenze e riavvio, rimuovere connessione dedicata, risorse inutili e segreti con le rispettive procedure. Cancellare la voce Sophos non garantisce eliminazione dei dati storici o fine di tutti i costi Azure. Dopo il ripristino verificare il vecchio percorso ancora necessario con un evento di test.